La nostra comunità educante, come tutto il territorio, in questi giorni è rimasta profondamente scossa da quanto accaduto ad Anguillara.
Abbiamo appreso in queste ore, che Federica era stata una studentessa di questo istituto, nella sezione C; la immaginiamo entrare in classe, girare per i corridoi, salire le scale, andare in palestra o in laboratorio di Scienze, ridere e scherzare con i compagni di classe. Abbiamo anche appreso che erano state sue professoresse. le proff. Fecondo, Tomarchio, e Zati, tra gli altri.
Al di là di quelli che saranno gli esiti delle indagini, Federica non c’è più e non potrà vedere suo figlio diventare adolescente e poi uomo.
Una riflessione ci sorge dal profondo: la scuola è un’agenzia educativa, lo sappiamo, noi nel nostro piccolo da qualche anno abbiamo creato le condizioni per far partecipare le studentesse e gli studenti interessati alle attività di FSL (ex PCTO) con ASL ROMA4 connesse al Tavolo interistituzionale con la Procura di Civitavecchia e le associazioni di settore e i CAV per sensibilizzare le nostre ragazze e i nostri ragazzi sul tema della violenza di genere; partecipiamo da diversi anni alla Giornata del 25 novembre dedicata al contrasto alla violenza di genere, con attività, flash mob, conferenze; ma tutto questo non è sufficiente. Occorre agire con ancora più efficacia, occorre un cambiamento culturale profondo. Occorre agire non solo a livello legislativo e normativo; per sradicare il fenomeno del femminicidio è necessaria un’azione continua di sensibilizzazione e di educazione a un’affettività sana che affondi radici profonde nel rispetto dell’altro. Occorre una rivoluzione culturale che accolga il valore della vita umana come non negoziabile. Ancora una vittima da piangere, una donna, una mamma, e un figlio costretto a vivere con un’assenza terribile e una tragedia che non può avere una spiegazione. Ancora una volta ci ritroviamo a piangere una giovane vita spezzata e a sentire tutto il peso del fallimento educativo. Ma nel vuoto che avvolge il nostro tempo, dobbiamo rivendicare il ruolo primario che la scuola ha nella vita di tanti giovani, confermando il nostro impegno quotidiano ad estirpare una cultura di morte e di sopraffazione. Ci uniamo al dolore della famiglia con l’impegno di continuare nella nostra azione di formazione e di educazione all’affettività e di non restare in silenzio.
Domani, 19 gennaio alle 9:55, entrambe le sedi della nostra scuola osserveranno un minuto di rumore perché non cali il silenzio sulla vita di Federica e di tutte quelle donne cadute per mano chi doveva amarle e proteggerle.
Che la terra ti sia lieve, Federica.
La Dirigente Scolastica
Prof.ssa Lucia Lolli
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