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Ieri 12 settembre, presso il Centro Cinofilo Io e Te situato all’interno del bosco di Macchia Grande di Manziana, la nostra DS prof.ssa Lucia Lolli, ha partecipato alla tavola rotonda per riflettere insieme a professionisti del settore, sul contrasto alla violenza di genere, sulle radici del fenomeno e sulle possibili strategie di prevenzione; contestualmente si è presentato il progetto pilota “Impronte di rispetto contro la violenza di genere” in collaborazione con il Centro Cinofilo e l’APS Ponte Donna, rivolto alle nostre studentesse e ai nostri studenti.
La tavola rotonda, alla quale hanno preso parte Silvia Maria Pulitanò, Rianimatore pediatrico presso la Terapia Intensiva pediatrica del Policlinico Gemelli di Roma, Gianna Regoli, Psicoterapeuta, Francesca Giansante Responsabile Assistenza Sociale del Policlinico Gemelli e Carolina Garrow Responsabile del Centro distrettuale Demetro dell’APS Ponte Donna, moderatori Valeria Borromeo e Marta Fioretto del Centro Cinofilo, ha rappresentato un’importante occasione di confronto, crescita e condivisione. Non si è trattato soltanto di prendere parte a un’iniziativa, ma di vivere un’esperienza capace di mettere in relazione persone, idee e professionalità diverse, con un unico obiettivo: riflettere sugli stereotipi socio culturali che affliggono la nostra società e impediscono una crescita più consapevole delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi. L’incontro è stato nobilitato, e proprio per questo ha costituito un momento unico di condivisione e di riflessione, dalla presenza di Rosella Silvestri e Luigi Mangiapelo genitori di Federica vittima di femminicidio ad Anguillara nella notte di Halloween del 2012.
Attraverso il dialogo e il confronto, è stato possibile comprendere come l’educazione al rispetto e al consenso rappresenti oggi uno degli strumenti più efficaci di prevenzione della violenza di genere e di ogni forma di relazione abusante; consenso che non riguarda esclusivamente la sfera affettiva e sessuale, ma costituisce una competenza relazionale fondamentale: significa riconoscere l’altro come persona autonoma, significa rispettarne i confini, comprenderne i segnali verbali e non verbali e accettare la possibilità che possa esprimere un rifiuto. Tutto questo necessita di una strategia sinergica che coinvolga le famiglie, la scuola e il territorio.
Particolarmente significativa è stata la testimonianza dei genitori di Federica: essere presenti, raccontare il dolore e allo stesso tempo l’impegno profuso da allora nelle scuole, con i ragazzi, ha costituito un momento unico e irripetibile per le persone, tante, accorse alla tavola rotonda. La nostra DS ha sottolineato l’importanza dal punto di vista pedagogico ed educativo della corretta relazione, della comunicazione, dell’ascolto attivo, dello sguardo attento della scuola, sguardo che può e deve cogliere i segnali di fragilità, di malessere o disagio e deve saperli interpretare. La DS Lolli ha infine presentato insieme a Carolina Garrow e Marta Fioretto e Valeria Borromeo, le fondatrici e operatrici del Centro Cinofilo il progetto “Impronte di rispetto contro la violenza di genere” il cui obiettivo educativo è quello di promuovere una cultura del rispetto reciproco e del consenso attraverso esperienze educative assistite dal cane, obiettivo volto a prevenire la violenza di genere e dei comportamenti relazionali disfunzionali. Le attività sono pensate per costruire relazioni fondate sulla fiducia reciproca e mai sull’imposizione grazie al supporto attivo di Kenya, una border collie, e Loki, un chihuahua: i cani infatti comunicano costantemente il proprio stato emotivo attraverso il linguaggio corporeo, non verbale, e ciò richiede il rispetto dei loro tempi e dei loro limiti, come le persone.
L’esperienza vissuta durante l’incontro ha dimostrato, ancora una volta, quanto sia importante creare occasioni in cui la comunità possa interrogarsi, confrontarsi e costruire insieme nuove prospettive. La dimensione socio-educativa diventa così un ponte tra formazione individuale e responsabilità collettiva.
Partecipare significa, dunque, non soltanto esserci, ma sentirsi parte di una comunità; e la scuola è uno snodo centrale, che costruisce ponti. È proprio da questa consapevolezza che può nascere una cittadinanza più attiva, responsabile e solidale, capace di trasformare le esperienze educative in concrete opportunità di crescita per l’intera società, e il Vian c’è, grazie alla visione della nostra DS e alla sua consapevolezza della missione della scuola: creare le condizioni per una società migliore nella quale il rispetto dell’altro sia una priorità.

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