Il Liceo “Vian” si tinge di consapevolezza: sul palco la forza dei giovani ragazzi contro il bullismo.

L’Aula Magna del Liceo “Ignazio Vian” ha ospitato, lo scorso 1° aprile, un incontro straordinario con i ragazzi della VA dell'Istituto Comprensivo di Manziana

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Il Liceo “Vian” si tinge di consapevolezza: sul palco la  forza dei giovani ragazzi contro il bullismo. 

L’Aula Magna del Liceo “Ignazio Vian” ha ospitato, lo scorso 1° aprile, un incontro straordinario  che ha coinvolto tutte le generazioni nel segno del rispetto e della solidarietà. Protagonisti  assoluti sono stati i giovanissimi interpreti della classe VA dell’Istituto Comprensivo di  Manziana, che hanno messo in scena “I bulli sbagliati”, un’opera originale nata dalla penna e  dalla regia della docente Palmira Raia che, tramite una scenografia divertente, è riuscita ad  affrontare con leggerezza temi importanti come quello del bullismo, della microcriminalità e  del diritto all’istruzione, arrivando a studenti e docenti. 

La narrazione ruota intorno al riscatto e alla realizzazione del sogno di Cesarino, un ragazzo che  respira quotidianamente l’aria pesante di una periferia romana difficile. Circondato da  prepotenza e microcriminalità, il giovane protagonista custodisce però un desiderio  rivoluzionario: spezzare la catena del disagio per diventare, un giorno, un insegnante pieno di  passione per il suo lavoro. 

Il punto di svolta dello spettacolo non è stata la punizione, bensì l’empatia da parte del  maestro. Un docente che, armato di infinita pazienza, decide di non fermarsi alla superficie  della violenza ma di spingersi oltre la maschera, scorgendo il timore e la sofferenza che si  celano dietro l’aggressività dei bulli. Il cambiamento, una trasformazione profonda che nasce  dall’ascolto e dall’assenza di giudizio, diventa il mezzo attraverso cui violenza e superficialità  possono essere superate. 

L’impatto della rappresentazione è stato dirompente. Grazie a un’ambientazione vivida e alla  recitazione spontanea dei bambini il pubblico, composto da studenti liceali, docenti e genitori,  è passato dal sorriso alla commozione. La freschezza interpretativa dei “fantaattori” ha saputo  dare nuova voce a un tema purtroppo sempre attuale, trasformando l’aula in uno spazio di  riflessione collettiva. 

Il culmine dell’evento è stato raggiunto nel finale, quando la barriera tra palco e platea è  crollata, generando un momento di unione tra bambini e ragazzi più grandi che, urlando,  gridando e applaudendo, carichi di convinzione ed emotività, hanno dimostrato empatia e  maturità nell’abbracciare un messaggio di tale importanza. 

Questa giornata non è stata solo una rappresentazione teatrale, ma una testimonianza  concreta di come la cultura del rispetto possa fiorire a ogni età, partendo dalla capacità di  guardare l’altro con occhi nuovi. 

Asia Transilvani, Caterina Triglia, Eva Stefanelli 3A

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