{"id":7457,"date":"2026-05-28T11:47:31","date_gmt":"2026-05-28T09:47:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liceovian.edu.it\/web\/?p=7457"},"modified":"2026-05-28T11:54:12","modified_gmt":"2026-05-28T09:54:12","slug":"due-scialli-dallindia-donne-e-impero-nei-romanzi-di-jane-austen-lectio-magistralis-prof-ssa-maria-paola-guarducci-universita-roma-tre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liceovian.edu.it\/web\/due-scialli-dallindia-donne-e-impero-nei-romanzi-di-jane-austen-lectio-magistralis-prof-ssa-maria-paola-guarducci-universita-roma-tre\/","title":{"rendered":"\u201cDue scialli dall\u2019India: donne e impero nei romanzi di Jane Austen\u201d Lectio magistralis, prof.ssa Maria Paola Guarducci Universit\u00e0 Roma Tre"},"content":{"rendered":"<p>\u201cDue scialli dall\u2019India: donne e impero nei romanzi di Jane Austen\u201d &#8211; Lectio magistralis, prof.ssa Maria Paola Guarducci<\/p>\n<p>Universit\u00e0 Roma Tre<\/p>\n<p>Commento di Martina La Motta, Liceo Vian, 5Y<\/p>\n<p>Partecipare alla <em>lectio magistralis<\/em> tenutasi nell\u2019Aula Magna del Liceo Statale \u201cIgnazio Vian\u201d, incentrata su una lettura in chiave postcoloniale dei romanzi di Jane Austen a cura \u00a0della professoressa Maria Paola Guarducci, docente di Letteratura inglese presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi Roma Tre, ha significato in primo luogo disporsi a scardinare un malinteso letterario estremamente radicato nella cultura occidentale. Per troppo tempo, difatti, la critica accademica e la cultura di massa hanno relegato l\u2019opera di Jane Austen a una rassicurante, persino claustrofobica, cronaca della <em>gentry<\/em> inglese di fine Settecento, che si configura come universo elitario, chiuso e scandito da tazze da t\u00e8, balli, calcoli matrimoniali e rigide etichette provinciali; insomma, un microcosmo apparentemente impermeabile a tutto ci\u00f2 che si verificava in quel contesto storico-culturale. In tale panorama, la riflessione proposta dalla professoressa Guarducci ha avuto non solo il merito di mettere in evidenza la capacit\u00e0 della Austen di vedere in maniera critica, ironica e irriverente le dinamiche tipiche di quella parte di societ\u00e0 a cui la stessa scrittrice partecipava in modo attivo, ma anche di evidenziare come dietro quella sorta di \u201cbolla idilliaca\u201d, costituita da feste e balli, nella quale i personaggi dell\u2019autrice avevano possibilit\u00e0 di ritirarsi, ci fosse in realt\u00e0 un mondo che si reggeva dal punto di vista economico-sociale sull\u2019esperienza coloniale britannica, e dunque sul brutale e sistematico sfruttamento delle Indie Occidentali.<\/p>\n<p>Per comprendere davvero il mondo descritto dalla Austen, occorre considerare il concetto di \u201clettura contrappuntistica\u201d, introdotto nel saggio <em>Cultura e Imperialismo<\/em> del celebre critico Edward Said, che consiste nel leggere i capolavori europei tenendo conto contemporaneamente sia della storia principale, che della realt\u00e0 dell\u2019espansione coloniale che la rendeva possibile. Se si legge Jane Austen con occhio vigile e attento a ci\u00f2 che sembra un\u2019assenza di contesto storico e ai dettagli apparentemente marginali, ci si accorge che il lusso, nonch\u00e9 la pretesa superiorit\u00e0 etica dei protagonisti sono interamente sovvenzionati dal sistema coloniale. Come la professoressa Guarducci ha opportunamente evidenziato, l\u2019esempio pi\u00f9 lampante e strutturale risiede in Mansfield Park: la dimora che conferisce il titolo al romanzo, emblema dell\u2019ordine, della compostezza e dei valori patriarcali della civilt\u00e0 britannica, rischierebbe il collasso finanziario qualora Sir Thomas non intervenisse a risanare i propri possedimenti ad Antigua. E Antigua significa proprio piantagioni di zucchero, il che, conseguentemente, vale a dire schiavismo. Seppur la Austen non mostri mai i campi di lavoro, non descriva le condizioni l\u00ec sofferte, il silenzio che cala nella stanza quando la giovane Fanny Price interroga lo zio sulla tratta degli schiavi \u00e8 assordante e indicativo dell\u2019ipocrisia di una classe sociale che pretende di assurgere a paradigma di cultura e civilizzazione mentre si nutre dei frutti della sottomissione altrui. La professoressa Guarducci, inoltre, ha opportunamente mostrato come l\u2019analisi di tali strutture di potere intrinseche nella societ\u00e0 inglese non si limita esclusivamente alla geopolitica macroscopica, ma si riflette specularmente anche nel microcosmo domestico, nella gestione dell\u2019economia familiare, laddove la sopravvivenza, biologica quanto sociale, della donna era radicalmente vincolata al matrimonio. Proprio in quest\u2019ottica l\u2019universo austeniano richiede che da parte dei suoi lettori vi sia una profonda rivalutazione di figure femminili sistematicamente sminuite, incomprese o ridicolizzate, come la madre delle cinque sorelle Bennet in <em>Orgoglio e Pregiudizio<\/em>. Nonostante spesso liquidata a donna sciocca, isterica, priva di cultura e inconsistente, Mrs. Bennet risulta invece essere l\u2019unica ad aver pienamente introiettato la violenza materiale delle leggi di successione (vincolo che avrebbe privato le figlie di ogni bene alla morte del padre, ereditato piuttosto dallo sgradevole cugino Mr. Collins). La sua ossessione nel maritare le figlie non nasce affatto da frivolezza, ma da un\u2019ansia totalizzante e disperata, condizione e stato d\u2019animo probabilmente da considerare affine a quello della stessa autrice, ben consapevole della precariet\u00e0 femminile che lei stessa speriment\u00f2 in qualit\u00e0 di donna non sposata e finanziariamente dipendente. Un campo d\u2019indagine certamente interessante \u00e8 offerto dall\u2019analisi delle figure paterne e maschili che, seppur rivestite di cultura e ironia, finiscono per rivelarsi tragicamente inadeguate. Lo stesso Mr. Bennet, talmente brillante e adorato per il suo intelletto distaccato, si rivela spesso non all\u2019altezza del suo ruolo genitoriale nel comprendere e proteggere le figlie ritenute da lui eccessivamente frivole e sciocche, preferendo di gran lunga rifugiarsi nella solitudine della sua biblioteca pur di non affrontare il collasso economico della sua famiglia, rendendo evidente come la \u201csuperficialit\u00e0\u201d della madre riveli cos\u00ec una dolorosa aderenza alla realt\u00e0, mentre la suddetta \u201cprofondit\u00e0\u201d dell\u2019uomo non sia altro che un colpevole e narcisistico disimpegno. Proprio qui si innesta la metafora racchiusa nel titolo del saggio della Guarducci: lo \u201cscialle dall\u2019India\u201d, scialle di cashmere, oggetto del desiderio che ritorna spesso nelle trame del tempo, ad esempio in <em>Mansfield Park<\/em> dove Lady Bertram ne richiede uno in dono, cessa di essere un mero accessorio di moda per farsi trofeo del dominio coloniale. Questo scialle rappresenta difatti un simbolo di un Oriente esotizzato e ridotto a mero ornamento per i salotti di quella stessa borghesia che, allo stesso tempo, considerava i popoli colonizzati come \u201cbarbari\u201d privi di <em>logos<\/em> e di diritto all\u2019autodeterminazione. La Austen cos\u00ec suggerisce sottilmente che la corruzione morale non dimori esclusivamente nelle colonie, ma fermenti ipocritamente proprio nel cuore della stessa civilt\u00e0 britannica, tra i velluti, i balli e le sue grandi tenute.<\/p>\n<p>In definitiva, questa <em>lectio<\/em> ha fornito ai partecipanti una chiave di lettura, sia filologica che politica, utile non solo a comprendere meglio l\u2019opera di Jane Austen, ma anche a decifrare la nostra contemporaneit\u00e0. Rileggere i meccanismi di esclusione e individuare la figura apparentemente nascosta dello straniero in Jane Austen implica, infatti, accorgersi che il confine tra ci\u00f2 che definiamo civile e ci\u00f2 che bolliamo come \u201cbarbaro\u201d \u00e8 in realt\u00e0 una linea estremamente labile, segnata da interessi economici. Nelle opere della Austen molti sono gli indizi che ci permettono di comprendere e ricostruire il contesto storico-culturale in cui i personaggi si muovono, ed \u00e8 dunque compito essenziale del lettore odierno coglierli, in modo tale da restituire a questa scrittrice straordinaria la profondit\u00e0 che merita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cDue scialli dall\u2019India: donne e impero nei romanzi di Jane Austen\u201d &#8211; Lectio magistralis, prof.ssa Maria Paola Guarducci Universit\u00e0 Roma Tre Commento di Martina La Motta, Liceo Vian, 5Y Partecipare alla lectio magistralis tenutasi nell\u2019Aula Magna [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":7460,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"tags":[],"class_list":["post-7457","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","tipologia-articolo-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.liceovian.edu.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7457","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.liceovian.edu.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.liceovian.edu.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liceovian.edu.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liceovian.edu.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7457"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.liceovian.edu.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7457\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7459,"href":"https:\/\/www.liceovian.edu.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7457\/revisions\/7459"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liceovian.edu.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7460"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.liceovian.edu.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7457"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liceovian.edu.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7457"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}