{"id":6984,"date":"2026-02-23T19:01:00","date_gmt":"2026-02-23T18:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liceovian.edu.it\/web\/?p=6984"},"modified":"2026-02-23T19:04:29","modified_gmt":"2026-02-23T18:04:29","slug":"alla-scoperta-della-stazione-scientifica-concordia-in-antartide","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liceovian.edu.it\/web\/alla-scoperta-della-stazione-scientifica-concordia-in-antartide\/","title":{"rendered":"ALLA SCOPERTA DELLA STAZIONE SCIENTIFICA CONCORDIA IN ANTARTIDE"},"content":{"rendered":"<p><strong>ITALIA IN ANTARTIDE: ALLA SCOPERTA DELLA STAZIONE SCIENTIFICA CONCORDIA<\/strong><\/p>\n<p>Il 16 gennaio 2026 alcune classi del nostro Istituto hanno avuto la possibilit\u00e0 di effettuare una visita virtuale per esplorare la stazione scientifica Concordia in Antartide, costruita e gestita dall\u2019ENEA in collaborazione con la Francia. L\u2019evento \u00e8 stato possibile grazie all\u2019invito di Nicola La Notte, che per circa dieci anni \u00e8 stato capo spedizione della base internazionale italo-francese e capo spedizione della \u201cNave Italica\u201d e che, nei giorni precedenti il collegamento, ha incontrato le classi partecipanti preparandole e illustrando loro i diversi aspetti delle spedizioni in Antartide.<\/p>\n<p>Durante il collegamento con la base siamo stati accolti e guidati da Riccardo Spinotti e Gabriele Carugati, ricercatori ENEA che da diversi anni svolgono in Antartide la loro attivit\u00e0 di ricerca.<\/p>\n<p>Abbiamo potuto cos\u00ec apprendere alcune notizie su questa parte del Pianeta, nota anche come \u201cMarte bianco\u201d, scoprire quali sono le attivit\u00e0 che si svolgono e quali sono le difficolt\u00e0 da affrontare in un ambiente estremo, come questo deserto di ghiaccio, che \u00e8 Terra di tutti, perch\u00e9 sul suo suolo \u00e8 possibile condurre esclusivamente ricerche scientifiche. La sua gestione \u00e8 regolata da accordi internazionali, tra i quali il Trattato Antartico che impedisce qualsiasi rivendicazione territoriale facendone un luogo di pace, scienza e collaborazione internazionale.<\/p>\n<p>La base \u00e8 situata a circa 1200 km dalla costa e a un\u2019altitudine di circa 3200 m, occupando una superficie di 1500 m<sup>2<\/sup>. Nelle sue strutture vengono svolte ricerche negli ambiti dell\u2019astronomia, della fisica e chimica atmosferica. Importantissimi anche gli studi nel campo della glaciologia, che permettono di studiare il clima terrestre degli ultimi 800.000 anni; inoltre, ricerche nell\u2019ambito della biomedicina, condotte dall\u2019ESA (European Space Agency) consentono di studiare gli effetti dell\u2019isolamento e di condizioni estreme sugli individui, utili nella formazione degli astronauti destinati alle missioni spaziali. La stazione, in grado di ospitare durante l\u2019estate artica circa 60 persone tra ricercatori, medici, cuochi o lavoratori che si occupano della logistica, e poco meno di 20 durante il durissimo inverno, \u00e8 costituita da due edifici principali, uno detto \u201ctorre rumorosa\u201d che ospita aree comuni, uffici, aree ricreative e magazzini, uno detto \u201ctorre silenziosa\u201d in cui si trovano principalmente alloggi e laboratori. Una terza struttura adiacente, infine, ospita i locali tecnici.<\/p>\n<p>Le strutture sono rivestite in materiali in grado di sostenere l\u2019importante escursione termica tra l\u2019inverno e l\u2019esterno, che pu\u00f2 arrivare anche fino ai 100 gradi; infatti, le temperature esterne di aggirano intorno a -30 gradi in estate e possono scendere fino a -80 gradi in inverno.<\/p>\n<p>La struttura, disponendo di un impianto fotovoltaico da 26kW \u00e8 parzialmente autosufficiente a livello energetico e dispone di macchinari in grado di potabilizzare l\u2019acqua autonomamente. Periodicamente vengono effettuati approvvigionamenti dalla Nuova Zelanda, sospesi per\u00f2 in inverno a causa delle condizioni climatiche. Abbiamo avuto il piacere di intervistare il medico della stazione, che ci ha spiegato come nonostante il \u201cmal di montagna\u201d, dovuto alla rarefazione dell\u2019ossigeno in quota, e l\u2019ipotermia siano le affezioni pi\u00f9 diffuse, inaspettatamente le emergenze pi\u00f9 frequenti riguardano gli aspetti legati all\u2019isolamento; per questo motivo \u00e8 fondamentale prevedere durante le giornate attivit\u00e0 ricreative e di socializzazione, che riproducano uno stile di vita quanto pi\u00f9 possibile vicino alla normalit\u00e0.<\/p>\n<p>Alcune curiosit\u00e0:<\/p>\n<ul>\n<li>Coordinate: 75\u00b006\u2019 sud, 123\u00b020\u2019 est<\/li>\n<li>Fuso orario: UTC +6<\/li>\n<li>Temperature: tra -80\u00b0C e -40\u00b0C in inverno e tra -15\u00b0C e -45\u00b0C in estate<\/li>\n<li>Pericoli: il fenomeno del WHITEOUT, impossibilit\u00e0 di distinguere il confine tra cielo e neve, a causa della luce e delle condizioni meteo, che causa la perdita dei puti di riferimento.<\/li>\n<li>L\u2019acqua utilizzata presso la base si ricava tramite lo scioglimento del ghiaccio e si ricicla per circa l\u201985%.<\/li>\n<li>Il wi-fi \u00e8 presente grazie ai satelliti del sistema Starlink.<\/li>\n<li>I ricercatori, durante le spedizioni all\u2019esterno, indossano un abbigliamento specifico per resistere alle temperature che si in estete aggirano tra -29\u00b0C e -39\u00b0C e occhiali da sole per proteggere gli occhi dai raggi UV particolarmente intensi, dato che il buco dell\u2019ozono non filtra tali onde elettromagnetiche.<\/li>\n<li>Le spedizioni in esterno possono durare al massimo 20 minuti, proprio a causa delle condizioni climatiche estreme<\/li>\n<li>nella base \u00e8 presente un ambulatorio con una sala operatoria che pu\u00f2 collegarsi con un ospedale francese per il supporto tecnico durante eventuali interventi chirurgici: c\u2019\u00e8 un solo medico ma tutto il personale \u00e8 addestrato in caso di emergenza sanitaria. Al bisogno c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di collegarsi online con degli specialisti e degli psicoterapeuti<\/li>\n<li>Per conservare il cibo sfruttano le basse temperature esterne.<\/li>\n<\/ul>\n<p>\u00c8 stata un\u2019esperienza interessante e coinvolgente: oltre a scoprire molti aspetti della ricerca a noi sconosciuti, abbiamo avuto modo di percepire la grande passione che, chi svolge questo lavoro, \u00e8 in grado di trasmettere.<\/p>\n<p>Per qualcuno di loro, ci hanno confessato, essere l\u00ec \u00e8 la realizzazione di un sogno e, forse, l\u2019insegnamento pi\u00f9 importante di questa esperienza \u00e8 stato proprio questo: coltivare i propri sogni e realizzarli pu\u00f2 renderci davvero persone migliori.<\/p>\n<p><strong>Le classi 3^A e 3^ B<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6987\" src=\"https:\/\/www.liceovian.edu.it\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/17704814332421-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" 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