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Un percorso alla scoperta del mondo della lettura

“Ho idea di come un uomo potrebbe trascorrere una vita piacevole: un giorno potrebbe leggere una pagina di Poesia pura o di Prosa distillata e perdersi nella lettura, pensarci, rifletterci, capirla fino in fondo, farne profezie o sogni […]. Che felicità c’è in questo viaggio immaginario, quale deliziosa e diligente indolenza."

John Keats (Lettera sulla poesia, a John Hamilton Reynolds, 19 Febbraio1818)

Il 12 Ottobre u.s. il nostro gruppo classe 5X indirizzo classico del liceo statale Ignazio Vian di Bracciano si è recato a Roma per visitare il museo Keats and Shelley House e la vicina libreria Anglo American Book, per un percorso tra quelli denominati PCTO.

La libreria è stata fondata nel 1953 col nome INTERBOOK dall’inglese Patrick Searle. In seguito si divise in due: INTERBOOK e ANGLO AMERICAN BOOK Co. Sicuramente questa è stata una scelta alquanto coraggiosa al tempo, dal momento che l’inglese non era ancora considerata globalmente la lingua per qualsiasi tipo di scambio. I principali clienti erano, come lo sono tuttora, università, enti di ricerca e aziende medio-grandi impegnate nella ricerca tecnologica a lungo termine. La missione della libreria è sempre stata quella di poter avere sugli scaffali un’adeguata scelta di libri scritti esclusivamente in inglese su temi classici, tecnici e di attualità. Questo non è affatto semplice se si tiene in considerazione che tra i libri pubblicati nel Regno Unito e quelli negli Stati Uniti si arriva attualmente a circa 2.000.000 di titoli in stampa.

Nella piacevole conversazione avuta con una delle due simpatiche signore che ci hanno accolto in libreria abbiamo ascoltato storie di sfide e passione per i libri, ma una su tutte ci ha colpito maggiormente. E' il racconto di una ragazza di circa 25 anni, studentessa di cinematografia, che non aveva una particolare propensione per la lettura: fin da piccola infatti aveva sempre subito con avversione le pressioni di questo o quel professore che puntualmente proponeva titoli che evocavano odore di polvere e di vecchie librerie in mogano abbandonate. Giovane e appassionata di cinema, preferiva l’azione, le passioni struggenti. Nonostante ciò, un giorno mentre passeggiava nei pressi di Piazza di Spagna, per caso o forse con il preciso intento di rivedere questa sua posizione così limitante, entrò in una libreria. Non prestò molta attenzione all’insegna o ai tanti riferimenti alla cultura inglese che tappezzavano la vetrina: vide dei libri ed entrò. Varcato l’ingresso, la sua attenzione si concentrò interamente su un volume dalla copertina e dal titolo intrigante che le fece venire immediatamente voglia di aprirlo e leggere le prime pagine. Una volta aperto il libro, una spaventosa quantità di “W” e di “H” le fece capire che si trovava in una libreria angloamericana e che il libro che teneva con forza fra le mani era scritto in lingua inglese.   Posò il libro sullo scaffale, delusa per non poter accedere al contenuto non conoscendo quella lingua, e uscì dal negozio.

A questo punto della storia che ascoltavamo in libreria ci siamo chiesti tutti il perché dell'inglese chiaro e scorrevole della signora che ci stava parlando. Prima che potessimo effettivamente formulare una domanda, la nostra interlocutrice, forse un po’ divertita dalle nostre espressioni confuse, ha proseguito il racconto. Ci ha detto dunque che, svariati mesi dopo la scottante delusione avvenuta in quel di Piazza di Spagna, la giovane donna, che in realtà era proprio lei, era rientrata con aria convinta nella libreria angloamericana e, forte della preparazione acquisita con un corso di inglese e relativo esame ben superato, aveva comprato il libro che l'aveva incuriosita la volta precedente.

Da quel giorno in poi la relazione con la lettura e la lingua inglese è stata la sua più grande fonte di gioia, portandola addirittura a cercare e poi trovare un impiego nella libreria dove la sua passione era nata. Dalla conversazione in libreria abbiamo tratto   un valido esempio di come la scoperta del mondo che ci circonda, dunque il sapersi mettere in gioco anche e soprattutto nel comune percorso della istruzione, costituisca un’occasione eccezionale per capire cosa ci anima e ci rende vitali e non solo vegetativamente vivi. E’ solo infatti attraverso la scoperta della realtà e di noi stessi che possiamo individuare le attività che possono permetterci di esprimere appieno le nostre potenzialità, l'esercizio di liberare definitivamente la nostra essenza e renderla manifesta che, in termini lontanamente hegeliani, si identifica con il Lavoro.

Nonostante l’importanza che i libri hanno nel nostro processo educativo, è in costante crescita il numero di giovani che non leggono: ad esempio, in Italia, corrisponde al 60% delle persone al di sopra dei 14 anni. Al giorno d’oggi bambini e ragazzi sembrano essere molto più interessati ad utilizzare dispositivi elettronici, come smartphone, computer e console, che a leggere libri: è necessario dunque trovare nuovi metodi per presentare la lettura come una fonte di divertimento e un modo per acquisire delle conoscenze che è complementare, e non antitetica, agli smartphone.

In realtà i telefoni stessi possono essere un mezzo attraverso il quale i giovani possono avvicinarsi alla lettura, tramite blog, post e articoli che trattano argomenti relativi alle loro passioni. Scoprendo in questo modo che leggere non è un’attività così lontana dai loro interessi, come conseguenza potrebbero iniziare a cercare dei libri che attirano la loro attenzione ed essere incoraggiati a comprarli. Come suggerisce la sig.ra Donati, la proprietaria dell’Anglo American Book, i giovani lettori, soprattutto italiani, dovrebbero avere la possibilità di scegliere liberamente cosa leggere e non essere costretti da genitori ed educatori ad impegnarsi in letture lontane da quanto prediligono. La possibilità di scegliere un libro farebbe tra l'altro sperimentare, particolarmente ai più giovani, il vantaggio di formarsi informandosi.

E' noto che la promozione della lettura si realizza anche tramite gli incontri con gli autori, in libreria, nelle scuole e biblioteche, perchè si possa comprendere al meglio quali sono le fonti di ispirazione di coloro che si dedicano alla scrittura e come le loro idee si trasformano in libri. Nel nostro liceo da anni si organizzano eventi letterari intesi come opportunità eccellenti per far nascere delle discussioni tra gli scrittori e i lettori, che possono rivelarsi costruttive per entrambe le parti.

Il nostro approfondimento sull'attività dell'Anglo American Book ci ha permesso di riflettere su quanto è già in essere, ma ci ha anche incoraggiati a considerare un orizzonte più ampio. La globalizzazione delle idee non soffocherà mai la libera espressione di pensiero del singolo se ci facciamo promotori e protagonisti di una civiltà che considera la lettura come mezzo privilegiato per soddisfare i bisogni dell'animo umano e auspicabilmente, come suggerisce il poeta inglese J.Keats, rendere la vita più piacevole.

Francesco Pietrelli, Martina Felici, Giorgia Bigagli, Francesco Paoletti, Chiara Di Giancarlo

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